Futuribili 2026 a Udine per dare forma al futuro del lavoro e delle comunità

Il futuro si costruisce nelle scelte che danno forma al lavoro, alle tecnologie e ai luoghi che abitiamo. Il 30 e 31 ottobre, a Udine, la terza edizione di Futuribili apre uno spazio per esplorarle insieme: potere decisionale distribuito, intelligenza artificiale, benessere degli ecosistemi e nuove generazioni saranno al centro di due giornate di incontri, laboratori e performance. Un festival che promuoviamo con Animaimpresa e la direzione artistica di DMAV, per mettere in circolo esperienze e immaginare condizioni concrete di felicità individuale e collettiva.


Il futuro nelle scelte di ogni giorno

Il futuro prende forma anche nelle cose che facciamo quasi senza pensarci. Nel modo in cui una riunione lascia spazio ad alcune voci e ne tiene altre ai margini. Nelle decisioni che un’organizzazione affida alle persone e in quelle che trattiene al vertice. Nei criteri con cui scegliamo una tecnologia, progettiamo un luogo, ascoltiamo chi ha un’esperienza diversa dalla nostra. Sono scelte quotidiane, spesso considerate dettagli di funzionamento. Eppure, è anche attraverso questi dettagli che stabiliamo quali possibilità rendere accessibili e quali lasciare inesplorate.

Chi lavora nelle organizzazioni conosce bene la distanza che può aprirsi tra le intenzioni dichiarate e l’esperienza delle persone. Desideriamo collaborazione, mentre i processi alimentano la competizione. Chiediamo autonomia, mentre ogni decisione deve risalire una catena di autorizzazioni. Invitiamo a innovare, mentre trovare il tempo per sperimentare diventa un’impresa. In questa distanza si consumano energie, fiducia e desiderio di contribuire. È qui che il cambiamento diventa una questione concreta: quali condizioni permettono alle persone di agire in modo diverso? Quali abitudini siamo disponibili a rivedere? Come possiamo rendere praticabile ciò che diciamo di volere?

Sono domande che attraversano il nostro lavoro in DOF. Le incontriamo accompagnando gruppi e organizzazioni nei passaggi di trasformazione, quando emerge il bisogno di chiarire le responsabilità, affrontare un conflitto, distribuire le decisioni o ritrovare una direzione condivisa. Ogni volta, il lavoro richiede di tenere insieme l’esperienza delle persone e il contesto in cui si muovono. Perché la possibilità di stare bene, prendere iniziativa e contribuire dipende anche dalle regole, dalle relazioni e dagli spazi che rendono quei comportamenti possibili.

La felicità come questione collettiva

È da questa prospettiva che guardiamo alla felicità. Una parola impegnativa, soprattutto quando la portiamo dentro il lavoro e la vita collettiva. Prenderla sul serio significa chiedersi quanto potere abbiamo sulle condizioni della nostra esistenza, quale riconoscimento ricevono le nostre capacità, quanto possiamo fidarci delle persone con cui collaboriamo. Significa parlare del tempo, della dignità, della possibilità di esprimere un dissenso e di vedere accolto un contributo. La felicità entra così nel campo della progettazione organizzativa e delle scelte pubbliche: ci interroga su ciò che possiamo costruire insieme, a partire dai contesti che abitiamo.

Oggi queste domande si intrecciano con trasformazioni che stanno già modificando il nostro modo di vivere. L’intelligenza artificiale entra nei processi decisionali e nella produzione di conoscenza, portando con sé assunzioni e criteri che abbiamo bisogno di rendere visibili e discutibili. La crisi ecologica ci chiede di riconsiderare la relazione tra benessere umano, città e salute degli ecosistemi. Le nuove generazioni esprimono aspettative sul lavoro che interrogano le consuetudini di chi le organizzazioni le guida. Affrontare questi passaggi richiede luoghi in cui mettere in relazione competenze diverse, confrontare esperienze e dare spazio anche alle domande per le quali una risposta condivisa è ancora da costruire.

Futuribili nasce per aprire questo spazio. Un festival-laboratorio in cui il confronto con chi sperimenta nuovi modelli organizzativi incontra la ricerca, le pratiche di sostenibilità, le prospettive delle nuove generazioni e i linguaggi dell’arte. La scelta di affiancare conversazioni, laboratori e performance risponde a un’idea precisa: per immaginare possibilità diverse servono conoscenze, esperienze e occasioni capaci di spostare il nostro sguardo. Possiamo comprendere qualcosa ascoltando una storia, riconoscere un’abitudine attraverso un gioco, trovare in un gesto artistico una domanda che prima faticavamo a formulare.

Il 30 e 31 ottobre 2026, questa ricerca prenderà forma nel centro storico di Udine, con la terza edizione di Futuribili, che promuoviamo e organizziamo insieme ad Animaimpresa, con la direzione artistica di DMAV – Social Art Ensemble. Quattro Future Panel, undici laboratori dell’Happiness Camp e la produzione originale The Village en danse saranno le occasioni per attraversare una questione comune: come dare forma a organizzazioni e comunità nelle quali possiamo riconoscerci e sul cui futuro possiamo incidere.

Organizzazioni in cui il potere può circolare

Chi può prendere una decisione? Con quali informazioni e responsabilità? Che cosa permette a un gruppo di lavorare con autonomia, mantenendo una direzione condivisa?

Il primo Future Panel, La forma del possibile. Il futuro dell’evoluzione organizzativa, partirà da questo terreno. Venerdì 30 ottobre, dalle 16.00 alle 17.30, nell’ex Chiesa di San Francesco, si confronteranno Pim de Morree, cofondatore di Corporate Rebels, Francesca Moriani, CEO di Var Group, Francesco Frugiuele, cofondatore di Kopernicana, e Gianluca Spolverato, fondatore di WI Legal. A guidare il dialogo sarà Francesca Visintin, professoressa ordinaria di Organizzazione aziendale all’Università di Udine.

Con Corporate Rebels, Pim de Morree ha esplorato organizzazioni che hanno scelto di ripensare gerarchie, pratiche di gestione e distribuzione delle responsabilità. Il confronto con le altre esperienze porterà queste possibilità dentro le questioni che le imprese affrontano ogni giorno: il rapporto tra fiducia e controllo, l’evoluzione della leadership, le condizioni che rendono sostenibile l’autorganizzazione.
È un terreno sul quale lavoriamo anche attraverso Decentral, il consorzio di cui DOF è tra i fondatori e che partecipa a Futuribili come partner di progetto. Nel consorzio sperimentiamo forme di collaborazione fondate su responsabilità diffusa e potere decisionale distribuito, mettendo in relazione competenze diverse.
La presenza dei Decentralist Francesco Frugiuele e Gianluca Spolverato in questo panel, e di Martina Maccianti e Federica Spampinato in quello successivo, porta al festival esperienze che si incontrano già nella pratica del consorzio. Un’occasione per condividere interrogativi e apprendimenti che riguardano anche il nostro modo di lavorare insieme.

Intelligenza artificiale e scelte umane

Quale futuro stiamo costruendo attraverso l’intelligenza artificiale? Quali visioni delle persone, del lavoro e della conoscenza entrano negli strumenti che sviluppiamo e adottiamo?

Venerdì 30 ottobre, dalle 18.00 alle 19.30, nell’ex Chiesa di San Francesco, il panel Il futuro che ci somiglia. Intelligenza artificiale, scelte umane e mondi possibili metterà in dialogo Martina Maccianti di Immanence, realtà dedicata all’AI etica, Paolo Omero, cofondatore di infoFactory e docente all’Università di Udine, e Federica Spampinato di Kopernicana, communication & narrative designer e giornalista specializzata in tecnologia.

L’AI entra nei processi di lavoro, modifica il linguaggio, influenza il modo in cui produciamo conoscenza e prendiamo decisioni. Interrogarla significa quindi parlare di cultura, responsabilità e impatto. Le scelte su quali attività delegare, quali dati utilizzare e quali criteri adottare producono conseguenze che riguardano le persone e le loro possibilità di comprendere e intervenire.
Il panel offrirà uno spazio per rendere queste scelte oggetto di confronto, mettendo in relazione competenze tecnologiche, riflessione etica e attenzione alle narrazioni attraverso cui impariamo a conoscere la tecnologia.

Il futuro cresce anche nei luoghi che abitiamo

La qualità della vita dipende anche dagli ambienti in cui trascorriamo le nostre giornate. Gli spazi possono favorire l’incontro, offrire occasioni di rigenerazione, rendere accessibile il contatto con la natura. Progettarli significa incidere sulle relazioni e sul benessere delle comunità.

Sabato 31 ottobre, dalle 16.00 alle 17.30, nell’ex Chiesa di San Francesco, il panel Dove cresce il futuro. Città, benessere e sostenibilità esplorerà il legame tra benessere umano e salute degli ecosistemi.

Con Rita White, psicologa ambientale e presidente dell’Accademia Italiana di Biofilia, Angela Moriggi, sociologa rurale dell’Università di Padova, e Annalisa Muzio, assessora del Comune di Latina, il confronto intreccerà ricerca, pratiche di rigenerazione e scelte amministrative. Modererà Francesco Marangon, professore ordinario all’Università di Udine, dove insegna Economia dello sviluppo sostenibile.
La biofilia, intesa come legame tra esseri umani e mondo vivente, offrirà una prospettiva per ripensare gli spazi urbani e i luoghi di lavoro. Le esperienze condivise aiuteranno a interrogare le decisioni attraverso cui questa relazione può diventare un principio di progettazione, dalla cura degli spazi alle politiche che orientano lo sviluppo dei territori.

Le nuove generazioni prendono parola

Il percorso di questa edizione è già cominciato. Il 2 ottobre, negli spazi di TEC4I FVG – Friuli Innovazione, cinquanta giovani hanno partecipato a Futuribili Young, immaginando il luogo di lavoro di domani attraverso metodologie di foresight e game based learning.

Il 31 ottobre, dalle 18.00 alle 19.30, nell’ex Chiesa di San Francesco, il panel Il lavoro che verrà. Le nuove generazioni raccontano il futuro che vogliono costruire porterà il confronto nello spazio pubblico. Alessandro Rinaldi, CEO di DOF Consulting, modererà l’incontro con il Young Team, Alberta Gervasio, CEO di Bluenergy Group e presidente di CiviBank, e Arianna Facchini, assessora alle Pari Opportunità e Politiche Giovanili del Comune di Udine.
Sarà un’occasione per mettere in relazione le aspettative di chi si prepara a entrare nel mondo del lavoro con le scelte di chi contribuisce a dare forma alle organizzazioni e alle politiche del territorio. Ascoltare queste prospettive richiede la disponibilità a lasciarsi interrogare: che cosa consideriamo normale nel lavoro? Quali aspettative fatichiamo a comprendere? Su quali condizioni possiamo iniziare a intervenire insieme?

Undici laboratori per mettere le idee alla prova

Nelle mattine del 30 e 31 ottobre, l’Happiness Camp distribuirà undici laboratori in diversi luoghi della città. Intelligenza artificiale ed emozioni, studi di futuro, neuroscienze applicate al cambiamento e creatività sensoriale saranno alcuni dei territori da esplorare.

La dimensione del laboratorio appartiene profondamente al nostro modo di lavorare. Partecipare a un’esperienza permette di osservare come reagiamo, riconoscere automatismi e provare possibilità diverse. Attraverso il confronto con altre persone possiamo accorgerci di ciò che diamo per scontato e trovare parole nuove per descrivere un problema.

L’Happiness Camp offrirà occasioni per sperimentare questa disponibilità, portando le domande del festival dentro attività in cui mettersi in gioco. È qui che un’intuizione può iniziare a tradursi in una pratica da riportare nel proprio contesto di vita e di lavoro.

The Village en danse porta la comunità sulla scena

Le due giornate si chiuderanno alle 21.00, nell’ex Chiesa di San Francesco, con The Village en danse, produzione originale nata dall’incontro tra DMAV e la compagnia di danza contemporanea Arearea, visiting artist di questa edizione.
Parola, musica elettronica e danza rielaboreranno The Village, il metodo creativo con cui DMAV indaga gli archetipi di una comunità. La scena offrirà un altro modo di attraversare le domande del festival, affidandole anche al corpo, all’immaginazione e alla relazione tra chi agisce e chi guarda.

L’arte può far emergere tensioni che nel linguaggio quotidiano restano implicite, dare una forma sensibile alle relazioni e aprire interpretazioni inattese. La sua presenza nel festival nasce da questa capacità di muovere il pensiero attraverso l’esperienza.
Per chi conosce The Village attraverso i nostri percorsi formativi, sarà l’occasione di incontrarne una diversa espressione artistica.

Un festival che prende forma nelle relazioni

Futuribili nasce dalla collaborazione tra realtà che scelgono di mettere in comune competenze, luoghi e possibilità. Accanto a DOF Consulting e Animaimpresa, con la direzione artistica di DMAV, ci sono il Comune di Udine, che sostiene e patrocina il festival, l’Università degli Studi di Udine e Decentral, partner di progetto.
I partner istituzionali sono Confindustria Udine, Fondazione Friuli, Camera di commercio di Pordenone-Udine, Confartigianato Udine e Legacoop FVG. Main supporter è CiviBank – Gruppo Sparkasse.

Sostengono il festival Quin, Gruppo Prometa, Pratika, Studio Giorgiutti & Di Barbara, MEP, CDA Cattelan e Finpro ESG Società Benefit.

Contribuiscono come partner tecnici Adigi, Frameday, Koki, Foxwin, Moroso, infoFactory, Loading Future, 2BHappy, TEC4I FVG, La Cricca, Hotel Suite Inn, Niduh e ITS Academy Udine. I media partner sono Messaggero Veneto – Gruppo NEM, Radio Onde Furlane e Udine Podcast.

Il percorso coinvolge inoltre studentesse e studenti di Accademia di Belle Arti G.B. Tiepolo, Istituto Tecnico Zanon, Liceo Caterina Percoto, Liceo Scientifico Niccolò Copernico, Università degli Studi di Udine e ITS Academy Udine, e vede la collaborazione di Aracon.

Il festival aderisce al marchio Io Sono Friuli Venezia Giulia.

Questa rete rende possibile il festival e dà concretezza alla sua proposta: creare occasioni in cui prospettive diverse possano incontrarsi e contribuire a una ricerca comune.

Ci vediamo a Udine

Futuribili è un invito a portare nel confronto le proprie esperienze, i dubbi e il desiderio di cambiare qualcosa. Ci interessa ciò che può nascere quando persone con prospettive diverse si incontrano e trovano il tempo per farsi domande insieme. E ciò che, dopo quell’incontro, può continuare nei gruppi di lavoro, nelle organizzazioni e nelle comunità di cui facciamo parte.

Ti aspettiamo a Udine il 30 e 31 ottobre 2026. Tutti gli appuntamenti sono gratuiti, con prenotazione tramite Eventbrite.

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